Il tempo si è fermato // Time stands still

Sarebbe bello, se a fronte dei costanti ed inevitabili cambiamenti che la vita comporta, tutti avessimo a disposizione un luogo che conservi intatti i ricordi, gli odori e i sapori degli anni della nostra vita che cominciano a sfumare dalla memoria. Racchiusi lì, a portata di mano, per quando il desiderio se ne fa sentire.

Le emozioni di quando eravamo adolescenti, pronti a rifare il mondo, con le cuffie al collo e il naso chino sul diario segreto, a raccontarci per ore segreti al telefono come se la nostra vita ne dipendesse. Risalendo magari fino agli echi dei giochi e delle feste di compleanno a cui ci accompagnavano le mamme, al profumo delle torte spolverate di zucchero a velo che sfioravamo di nascosto col dito, alla magia delle giornate estive che si susseguivano come un ininterrotto terreno di gioco. E poi, ancora più indietro, ai vagiti di quando eravamo in fasce, al borotalco che ci profumava dopo il bagnetto, al cucchiaino che ci imboccava i primi purè di verdura. Lontano, lontano poi, fino allo stupore del volto sfocato dei nostri genitori, intravisto per la prima volta.

Invece, chi più chi meno, ci ritroviamo a veder svanire almeno parte dei nostri luoghi della memoria. Per motivi seri o futili. Perché li vediamo troppo o perché il tempo se li porta via. La vita continua lo stesso, però è un piccolo lutto quando una parte del filo rosso che lega chi siamo a chi eravamo si assottiglia.

La casa della mia infanzia non esiste più e neppure quelle dei miei nonni, ma ho la fortuna di avere ancora una casa dalle mura bianche a due passi dal mare, che oggi vado a visitare, quasi in pellegrinaggio, almeno due volte l’anno. Nel corso della sua storia ha accolto generazioni di nipoti, bis-nipoti, trisnipoti, e addirittura visto nascere e crescere diversi membri della mia famiglia. Anche lì, molto è cambiato ovviamente. Ma, aprendo con cura certi cassetti e certi armadi, il tempo si è fermato..

Queste piccole meraviglie appartenevano alla mia bis-nonna, che non ho mai conosciuto.

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As things change so fast and inevitably, it would be nice, to have a special place where all the memories and flavors and smells of our life which are beginning to fade away would be safely stored. On hand, for whenever we feel the need.

The emotions raging when we were teens wanting to change the world, with headphones hanging from our neck, hours spent on our secret diary or chatting on the phone as if our lives depended on it. Or, further back, the laughters of the afternoon parties to which our mama took us, the special taste of the confectionary sugar we would steal from a cake with a finger, and the magic of the summer days where our games continued uninterrupted. Then, farther still, our baby cries, the smell of the body lotion after the afternoon bath or the plastic spoon that fed us with our first vegetables. Right until the blurred image of our parents as we met their eyes for the first time.

Truth is, quite frequently we all loose (at least some of) these memory harbours. For serious or ordinary reasons. Because we see them too often or coincidences take them away. Sure, life goes on but it’s always a grieving feeling when you realise that the red thread that connects who you are to who you were comes undone.  

I’m lucky to have at least one such special place still in my life. A house with white walls near the sea I go and visit at least twice a year, almost like on a pilgrimage. During its history it has hosted not only 3 generations of children but also the birth of a few family members. Time has taken its toll on it too, of course. But, if i choose the right drawers and cupboards, time stands still. 

 

The tiny delights above belong to

my grand-grand-mother whom I never met.

 

 

3 réflexions au sujet de « Il tempo si è fermato // Time stands still »

  1. Che tesori! Mi piace tantissimo l’illustrazione con il gatto. Un luogo c’è, in Italia, nel mio paesino. Quando cammino per le piccole strade a salita, mi ricordo le nostre corse da bambini, i « passaggi segreti », la vecchia casa che dicevamo stregata (oggi tutta rifatta purtroppo). La piazzetta con la chiesa che mi sembrava cosi’ lontana e che invece è a due passi. Non vedo l’ora di portarci Eli. 🙂

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