14

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E così sono 14. Quattordici anni da quando sei entrato nella nostra vita.

Per essere precisi, il primo momento è precedente e me lo ricordo come fosse ieri: ero in piedi nel corridoio della casa vecchia (te la ricordi?) e doveva essere l’ora di pranzo perché la luce del sole, attraversando la finestra del bagno, aveva un riverbero così forte sul muro che dovevo abbassare lo sguardo mentre aspettavo, per secondi che sembravano ore, di sapere se fossi effettivamente incinta. E quando le due fatidiche strisce blu positive si materializzarono infine, me ne rimasi per qualche minuto lì, come sospesa, in silenzio, metabolizzando il fatto che (oh stupore, oh meraviglia) un piccolo essere umano di un paio di settimane stesse effettivamente crescendo nel mio grembo. Poi, talmente felice, ero corsa ad annunciare la notizia a tuo papà al telefono perché non avrei mai potuto aspettare fino a sera. Questo accadeva circa 14 anni, 8 mesi e mezzo fa.

Mi sono sempre domandata che effetto avrebbe fatto il giorno in cui ci saremmo guardati dritti, occhi negli occhi – ecco, ci siamo. Anzi, ben presto sarai tu a chinarti per guardarmi. Il cambiamento fisico è talmente impressionante, negli ultimi mesi in particolare, che alle volte mi fermo a guardarti meravigliata, quando tu non mi vedi. Sei proprio tu, sempre tu? Perché ogni genitore si aspetta di veder crescere i propri figli, ma il come nessuno lo sa, è un libro che scopriamo una pagina alla volta e di cui spessp capiamo il senso solo guardando indietro. I tuoi capelli hanno cambiato colore, sei diventato più alto, più forte, il tuo volto sta cambiando. Però, se ti guardo bene, riconosco lo stesso sorriso; le tue ciglia lunghe e quel non so che di aggraziato che hai sempre avuto e che faceva sì che da piccolo ti prendessero a volte per una bambina anche se eri vestito da maschio; la fossetta sul mento come tuo papà e quel modo tutto tuo di rimanere serio ridendo con gli occhi mentre fai una battuta. Sì, sei sempre tu.

Quattordici anni, ragazzi, quanta strada! Quante avventure, quanti ricordi. Chissà quali sono rimasti impressi nella tua memoria. Chissà se sono gli stessi per me, probabilmente no. Diventi grande e hai bisogno del tuo spazio ed è giusto e normale così, ma se hai voglia di raccontarmi quello che ti passa per la testa, sarò sempre qui per ascoltarti. E non ti confondere pensando che non potrei capire perché magari certe cose non m’interessano nell’assoluto; mi interesseranno se a parlarmene sei tu. Se sei tu che tu mi racconti perché sono belle e interessanti ai tuoi occhi.

Tanti auguri bel ragazzo,

sono felice e fiera che tu mi abbia scelto come mamma.

PS

il giorno in cui mi straccerai al tennis ancora non è giunto, giovanotto,

te la dovrai sudare questa vittoria!

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And so it’s 14 now. Fourteen years since you’ve entered our lives. 

Well, the very first time I was introduced to you was way earlier and I recall it as if it was yesterday. I was standing in the corridor of our old apartment (do you remeber it?) and it must have been late morning because the sun was shining so bright through the bathroom window and onto the wall that I had to look down while waiting for the pregnancy test to reveal its verdict. As the two positive blue lines appeared I stood there speechless for a couple of minutes, soaking in the fact that a true, tiny 2-week person was growing in my bosom (utter amazingness). Then I rushed to the phone to tell your dad because there was no way I could wait until evening. This happened 14 years, 8 months and 1/2 ago. 

I had often wondered how it would be when we would gaze straight into each other’s eyes – check, that’s done now and soon you’ll look down at me. Your physical changes are so impressive lately that I sometimes stop and look at you while you don’t notice. Are you still you, the same you? ‘Cause, you know, a parent expects his children to grow but how, nobody knows. That’s a book that one unfolds one page at a time and that often makes sense only looking back. Your hair has turned from blond to chestnut, you’ve become so much taller and stronger, your figure is changing. Yet, when I look at you carefully, I recognize the same smile; those long eyelashes and something graceful about you that made people sometimes think you were a baby girl even if a dressed you as a boy; that dimple on your chin like your dad and that way you have to make a joke and remain serious while your eyes laugh. Yes, you’re always you. 

Fourteen, oh boy, what a journey. How many adventures, how many memories. Who knows which ones are imprinted onto your memory. Who knows if they’re the same for me, probably not. As you become older, you need your own space, I’m fine with that. But I’ll always be there whenever you feel like sharing what’s up in your life. And you should not refrain from doing so because you may think I wouldn’t care as some things may not interest me in general. They will if you care for them. If you share with me why they are interesting and beautiful to you

Happy birthday beautiful boy

I’m happy and proud you’ve chosen me as your mama

PS

the day when when you’ll beat me out at tennis are not here yet,

bring it on yo!

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