This moment #13

*Questo momento*

Un rituale settimanale ispirato dalla rubrica di SouleMama: una foto, senza commenti. Un fermo immagine su una piccola grande gioia del quotidiano o fuori dall’ordinario che desidero immortalare e conservare fuori dal tempo. Se avete voglia di condividere il vostro momento, inserite il vostro lik in un commento. A presto!

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*This moment*

A weekly ritual, inspired by SouleMama’s blog: a special picture, without subtitles. A unique, everyday or extra-ordinary  delight that I want to record and cherish. Don’t hesitate to share your link in a comment for all to see if you wish to join in. Cheers!

This moment #13

Perdersi // Get lost

Piccola ricetta di felicità tascabile per cittadini

Una domenica di sole in cui il richiamo della primavera incomincia a farsi sentire,  prendere la macchina o inforcare la bici con la ferma intenzione di scappare il tran tran cittadino. E’ vero, bisognerà andarsene in giro fiutando l’aria alla ricerca del luogo giusto; uno di quelli in cui resistono spazi incolti, in cui la natura, per scelta o per incuria, viene lasciata libera di crescere come crede. Ci può volere un po’, per cui bisogna armarsi di pazienza. Può essere un grande parco all’altro capo della città oppure un fazzoletto di verde dietro l’angolo che non avevate mai notato. Aguzzando l’istinto, si troverà.

Una volta localizzato il posto propizio, è essenziale evitare i sentieri più battuti e farsi piccoli piccoli, quasi invisibili. Se si ha la fortuna di avere bambini non tanto cresciuti, ci si può affidare a loro; ci guideranno con entusiasmo alla scoperta di un mondo nel quale loro sono di casa; che brulica di vita, che sboccia, tesse, fiorisce, rumina in silenzio, a due passi dagli ignari passanti che nulla sospettano perché presi da ben altre importanti occupazioni. Non vedranno, loro, che la stagione sta cambiando e la natura ritorna alla vita dopo l’inverno. E non si stupiranno della gemma che spunta sul ramo che sembrava secco o della punta di un bocciolo che si fa strada tra le erbe appassite o dei semi che, rispondendo a chissà quale richiamo, cominciano a germogliare lì, sul selciato. Passeranno magari accanto, del tutto ignari del miracolo che avviene sotto ai loro occhi, mentre voi ve ne meraviglierete. E non sarà la Tailandia, il Perù, il deserto dell’Arizona. Non c’è bisogno di andare lontano per ritrovarsi altrove, improvvisamente connessi ad una dimensione molto più ampia, che inspira e espira, e dalla morte fa nascere mille forme di vita nuova, in una perpetua, costante evoluzione. E’ tutto e niente, ma vi farà sentire meno soli. Forse avrete voglia di parlarne oppure vi guarderete in silenzio – perché cosa c’è da dire, dopo tutto – e sorriderete, come coloro che hanno condiviso un piccolo grande segreto e momento di felicità.

Ve ne auguro tanti, di questi momenti, cari amici.

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Tiny citydweller happiness recipe

A sunny Sunday where spring is calling you, jump in your car or onto your bike with a mission to escape the city life. Of course you’ll need finding the right place, the one where greenery is still allowed, on purpose or by chance, to thrive on its own. It may take a while, so be patient. It may be that big parc on the other side of the city. Or that tiny patch of grass just around your corner which you had never noticed before. Trust your instinct and you’ll find it. 

Once you’re on the right track, you must seek the most offbeat paths and make yourself tiny, almost invisible. If you have small children, ask for their guidance and they’ll be thrilled to introduce you to this secret world to which they belong. Then you’ll enter a parallel reality bursting with life that blossoms, sprouts, weaves and silently chews away while people rush by unaware, so busy with their very important tasks. They will not see that spring is slowly coming over. Nor be surprised to spot green leaves on a dry branch or a couple tiny flowers making their way out of dead leaves or seeds answering who knows what secret morse code and starting to sprout on the paveway. They might pass just a few inches away and not marvel at this miracle, but you will. And it needn’t be Thailand or Peru or the Arizona desert. You don’t need to go far to get lost and find yourself all of a sudden feeling connected to a bigger dimension that breathes in and out and creates a thousand forms of life out of death, in a relentless, constant transformation. It »s no big deal really, still it will make you feel alive. Maybe you’ll feel like putting words on it or you’ll keep silent – ’cause there isn’t much to say anyway – and just smile, like people who’ve just shared a tiny big secret and a moment of pure happiness.

Wishing you many of these moments, friends!

Perdersi // Get lost

7

E così, son 7.

Sette anni dal giorno in cui, salendo sull’autobus, sentii una punta di dolore e pensai « è ora ». E mi misi seduta, perché dovevo arrivare dall’altro capo della città, e guardando dal finestrino, passai mentalmente in rassegna se avessi preparato tutto: la valigia coi tuoi vestitini, la borsa per tuo fratello e il regalino che gli avevo scelto, le cene pronte in frigo. Prima di avvisare tutti e di diffondere l’allerta, mi fermai goffamente, come a rallentatore, a fare un po’ di spesa e a sbrigare queste piccole ultime faccende, con questa punta di dolore che andava e veniva. A te dicevo « abbi pazienza, amore mio, aspetta ancora un attimo » e a me « ricordati di questo momento, prima che la tua vita cambi ancora per sempre, non perderne neanche un istante ». E tu mi ascoltavi perché solo quando ebbi messo via la spesa e organizzato tutto per la mia assenza, ecco solo allora, si ruppero le acque, il dolore si fece più inteso, la corsa in macchina, il respiro più affannoso, i dolori in crescendo da non sapere più a che santo votarsi, il dubbio, l’incertezza, la fiducia ritrovata, ispira, espira, lascia fare, le voci amiche, ci siamo quasi, l’ultimo sforzo, lo hai già fatto, ce la puoi fare, poi il mio mondo si è fermato un attimo, l’immenso irripetibile stupore, e lì eri tu, coi tuoi occhioni grandi, stesa su di me.

7 anni da quel giorno, mia fatina dell’allegria, mio gatto dolce gatto. Sembra ieri e al tempo stesso, una vita fa. Per me sei sempre quella bambina piccola, che ha pianto appena e non ha chiuso occhio per tutta la notte, tanto era indaffarata a tirare latte dal mio seno. Eppure mi rendo conto che stai diventando grande e che un giorno non più tanto lontano, non sarò più al centro del tuo mondo. Se la mia più grande gioia è vederti crescere e affermarti, con i tuoi gusti, la tua personalità, confesso che in fondo a questo cuore di mamma che ti ha covato, come tuo fratello, con lo sguardo e poi nei suoi pensieri ogni giorno, fin dal primo istante, c’è anche un pizzico di apprensione di fronte a questo cambiamento. Per fortuna, esiste un rimedio infallibile, un antidoto miracoloso a questa punta di malinconia: la meraviglia di vederti ridere ed essere felice.

Per festeggiare con le tue amichette, volevi una festa sul tema della natura, tu che oggi sogni di avere una fattoria e due orti e mille animali e anche una pianta di cacao. Abbiamo quindi fabbricato degli inviti a forma di fiore e, cucinando tardi la sera, quando tu eri a letto, ho impastato, cotto, decorato in segreto, come de tradizione, i dolci per la vostra merenda. Non avrò dormito molto per qualche giorno, ma che importa; il tuo sorriso radioso e i tuoi piedini ballerini sotto al vestito cucito apposta per l’occasione mi hanno riempito il cuore di gioia.

Buon compleanno, fatina dolce,

che i tuoi giorni siano sempre pieni di così tanta gioia e magia.

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So it’s 7.

Seven years since the day I felt a tiny sting in my bosom while catching the bus and I thought « that’s it ». As I sat down because I had a long journey ahead, I looked out of the window and took a mental tour of all the things I had to take care of; the maternity carry-on, your brother’s activities and little gift, dinners in the fridge. Before telling anyone that it was it, I slowly carried my huge belly to some grocery-shopping and through all those tiny to-be-finished tasks. And all the while I whispered to you « hold on love, just a little bit longer, I’m almost ready » and to myself « hold on to this moment, before your world changes forever again, don’t miss a bit of it ». You listened to me, you know. It was not until everything was done that the pain grew stronger and the waters broke and we rushed in the car, my breathing more ad more ragged, the pain reaching its highest peak, the doubt, the fear, breath in, breathe out, you can do it, you’ve done it before, just lean in, the friendly voices cheering, we’re almost there, then my world stood still, unique incomparable wonder, meeting your eyes wide open as you were lying on my womb. 

7 days since that day, my joy fairy, my little bird. It feels like yesterday yet forever. For me, you’re always that tiny newborn, almost not crying and spending the night teaching my breasts how you want to be fed. But I know you’re growing up and, not so far away, the day will come when I’ll no longer be the center of your universe. I’m overjoyed to see you grow and become your own person, with your tastes and personality. But I would lie if I said that in this mama’s heart, who cradeled you, as your brother, each day ever since you were born, there is not also a pinch of apprenesion thinking about this. Thank god, there is a remedy. A panacea for this melancholia: seeing you happy and laughing. 

You wished for a nature-themed party with your girlfriends, you the nature-lover who wants to have a farm one day and two gardens and a hundred animals plus a cacao tree. So we made some paper flower invitations and I spent every last nights, after you were asleep, baking, cutting and decorating for your surprise sweet table, as per tradition. I might have not slept much for a few days but your radiant smile and seeing you prancing around in your homemade princess dress made my heart burst with love.

Happy birthday sweet fairy,

may all your future days be filled with such joy and wonder.

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Per la scelta del tema, dei dettagli e dei colori, ho creato un mood board su Pinterest. Amo Pinterest in generale e in particolare in questi casi perché è una fonte d’ispirazione inesauribile.

Il tavolo dei dolci era fatto di: biscottini di pasta frolla a forma di animali, fiori e funghi con glassa di colori diversi; tortine ricoperte di zucchero verde, fiori e foglie di pasta di mandorle fatti in casa, più funghetti di zucchero; nidi di meringa spolverizzati di cacao con degli ovetti ripieni di frutta; funghetti composti da un gambo di wafer al cioccolato con un cappello di meringa; fiori di pasta frolla con la marmellata (fatti inserendo delle stelle di pasta frolla dentro a degli stampini per tortina). La torta era composta da tre strati di torta alla vaniglia farcita e ricoperta con crema di nocciola e palline di cioccolata. Per fare la parte superiore del tronco, ho mischiato la crema a del mascarpone, di modo da ottenere un colore più chiaro. Il prato intorno è fatto con del Candymelt (cioccolato colorato pronto da sciogliere).

Tutte le decorazioni sono in pasta di mandorle (bianca, verde e rosa), salvo i funghetti e alcuni fiori, che sono di zucchero e comprati su internet. Preferisco la pasta di mandorle a quella di zucchero perché ha miglior gusto per cui la uso ogni qualvolta posso. Ho preparato tutto in anticipo (eccetto il montaggio e la decorazione della torta), conservando i dolci in scatole ermetiche. DI base ho una riserva sempre fornita di utensili e ingredienti (formine, coloranti gel, zuccherini ecc), che integro con quello che mi serve, volta volta, comprandolo 10-15 giorni prima. Mi organizzo molto in anticipo perché posso cucinare solo la sera; in questo modo il giorno stesso devo solo decorare la torta e mi posso dedicare un po’ con calma ad allestire il tutto (e fare qualche foto prima che i dolci siano spazzolati via!).

Per la decorazione della tavola, ho comprato gli uccellini, i coniglietti di legno, il muschio e la carta colorata nel negozio di arte creativa vicino casa. Gli animali e le pigne li avevamo già in casa. In generale, cerco sempre di comprare il meno possibile e di usare quello che già abbiamo, in particolare piatti, ciotole e qualsiasi cosa si adatti al tema per forma o per colore.

Non esitate a mandarmi un messaggio se volete sapere qualcosa di più specifico!

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I’ve created a mood board on Pinterest before finding what seemed best for us. I love it in general and particularly on these occasions for the neverending easy inspiration t provides.

The sweet table was made of: animal-shaped lemon sugar-cookies with homemade icing; cupcakes covered with green sugar, store bought tiny mushrooms and homemade almond paste flowers and leaves; meringue nests sprinkled with cocoa before baking; meringue mushrooms made by assembling tiny meringues with chocolate wafers; shortcrust pastry flowers filled with marmelades (made by placing dough stars on tiny cupcakes moulds). The cake was a three-layer vanilla sponge cake with hazelnut spread filling and topping and crunchy bits. I used mascarpone to tone down the spread on the top of the tree. The grass is made of green candymelt (colored chocolate ready to be melted).

All decorations are made out of almond paste (plain, pink and green),  except for the tiny mushrooms and some flowers which I bought online at Themadeco. I tend to use it rather than sugar paste because it tastes better. Everything was made in advance (except the cake assemblying and decoration) and kept in tin boxes. I’ve learned to have quite a few basic tools and ingredients at home all the time (gel colors, ball tool, cookie cutters, sprinkles, almond paste etc). Then, ten days to two weeks ahead I start buying all the extras I need for decorating and cooking. I plan everything way ahead because I can only bake at nights. This way I don’t get stressed out on the big day and have fun on arranging the sweets instead (and snapping a few pictures before everything is eaten up!).

For the table decoration I purchased the moss, the small birds, the wooden rabbits and the colored tissue-paper from my local krafts store. Each time I try not to buy too much and to use what we have at home, like the plastic animals and whatever bowls, dishes with fitting colore or shape.

Please feel free to ask if you wish to know some further details!

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This moment #12

*Questo momento*

Un rituale settimanale ispirato dalla rubrica di SouleMama: una foto, senza commenti. Un fermo immagine su una piccola grande gioia del quotidiano o fuori dall’ordinario che desidero immortalare e conservare fuori dal tempo. Se avete voglia di condividere il vostro momento, inserite il vostro lik in un commento une photo, sans commentaires. A presto!

DSC_0026*This moment*

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This moment #12

In between

Il y a bien des années, pour suivre l’amour et m’intégrer dans un nouveau pays où je ne connaissais (presque) personne, je me suis glissée dans la peau d’une française.

C’était dur, au début. Très dur. Pour être francs, on pourrait dire que j’en ai bavé, les amis. Moi, qui venais d’une ville, Rome, où on est très chaleureux, accueillant, où les gens ont éventuellement tendance à être trop invasifs, j’ai dû prendre sur moi pour déchiffrer les codes de ce peuple d’une gentillesse extrême mais toujours sur ses gardes, finalement. Pour passer d’une vie au soleil à une vie sous un ciel très souvent gris. Pour remplir mes journées, alors que je n’avais pas d’amis, pas de famille et pas de travail. J’ai vite compris que c’était à moi de faire l’effort, de m’adapter. Alors, petite souris silencieuse, j’ai écouté et absorbé comme une éponge et, peu à peu, j’ai façonnée une autre Cristinà, en français. Une Cristinà qui, aujourd’hui, se sent parfaitement intégrée et se fond tellement bien dans la foule que parfois on ne remarque plus sa différence.

Ce qui est compliqué, et tout ceux qui vivent dans la même situation le savent bien, est que ce processus vous change à jamais et vous n’êtes plus tout à fait le même qu’avant, de toute façon. Au bout de toutes ces années, cette Cristina-là, c’est moi aussi, mais il y a toujours des parties de moi qui ne s’expriment qu’en italien; je suis devenue française pour beaucoup de mes amis italiens et je me sens italienne quand je suis à Paris. C’est une chance, une ouverture sur le monde extraordinaire, mais ce n’est pas non plus facile tous les jours; à cheval entre deux (ou trois) mondes, parfois on se sent isolé, un peu incompris. D’ailleurs, on a souvent tendance à se retrouver entre amis bilingues ou trilingues, car on se comprend le mieux.

Au début de l’écriture de ce blog, j’ai hésité entre italien et français et j’ai choisi le français, la langue de mon quotidien. J’ai pensé y ajouter l’italien, puis j’ai opté pour l’anglais, qui est plus universel. Après, comme un blog en trois langues n’est plus lisible, j’ai continué ainsi, dans l’attente de pouvoir trouver une solution technique pour tout concilier.

Depuis quelques temps, ça me fait de plus en plus bizarre de ne pas utiliser ma langue maternelle ici, comme si je trahissais une partie profonde de ma personne. J’ai donc décidé, en attendant de trouver une solution miracle qui me permette d’écrire dans toutes les langues du monde (déformation professionnelle!), d’utiliser l’italien et anglais dorénavant. Personne n’y perdra le sommeil, j’en suis sure, mais j’avais quand même envie d’expliquer pourquoi aux francophones qui ont eu la gentillesse de me lire et me laisser des commentaires. J’espère que vous pourrez continuer à me lire et, surtout, qu’on pourra garder ce fil d’échange. De toute façon, je suis sure que vous êtes tous/toutes des flèches en anglais/italien, n’est-ce pas??

En photo, mon premier essai de chemisier, avec un col et tout et tout, la chemise Myrcela de chez République du Chiffon, sur un tissu génial à travailler de chez Atelier Brunette. Et le rapport? Mmmmmh….peut-être, que j’ai cousu quelque chose pour moi, pour une fois, au lieu de faire toujours des choses pour faire plaisir aux autres?? ça se pourrait bien…

Que votre soirée soit belle, chers amis!

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Several years ago I moved to France, where I knew (almost) nobody, in order to follow my heart and I turned myself into a French girl. Truth to be told, it wasn’t exactly a joy ride, friends. Imagine a girl coming from one of the most sunny and welcoming cities, Rome, transferred under a grey sky, struggling to understand the communication codes of this people who is ever so kind but not exactly world famous for its openness to strangers. It was hard, like really hard. I quickly understood I had to make the effort if I wanted to fit in and so I did. Like a little silent mouse I soaked in information in every circumstance and gradually created this French version of myself, Cristinà. After all these years, this Cristinà is me too, but I still feel more strongly myself in Italian in some circumstances.

The thing is, like all people living in the same situation know, that this process changes you and you’re no longer the same, anyhow. My Italien friends say I’ve become French and I feel Italian while I’m in Paris. I’m in between two worlds, which is great, a unique opportunity to broaden my horizons which I totally adhere to. But, it’s hard too sometimes. I sometimes feel lonely, isolated. And, like all bilingual people, I tend to make friends with my peers because it’s easier to understand each other.

When I started writing this blog, I hesitated over Italian and French and I chose French, my everyday communication tool. Then I thought about adding another language and I finally chose English because it’s universally understandable. But I still hoped I could find a magical solution to fit three language on this blog without it becoming unreadable. Time went by and I kept on using French and English. Lately, it has become more and more frustrating not to use my mother tongue here. As if I was missing up on some important part of myself.

So, while still hoping to find the magical solution, I’ve decided to switch to Italian and English in the future. I’m pretty sure that the kind French speakers who read my ramblings will not loose their sleep because of it but I still thought it was nice to explain why. I hope they will continue to read me and, most of all, to come up here to exchange thoughts. Anyhow, I’m sure they’re all proficient in Italian/English, don’t you think??

In the pics above, my first shirt ever with a collar and so on. I’m so proud of this project; the Myrcela shirt by République du Chiffon with a lovely fabric by Atelier Brunette. And the connection is, you might wonder? Errrr….maybe the fact that, for once, I’ve sewn for myself and not to make other people happy?? That might be a good guess…

I wish you all a happy evening friends!

In between

This moment #11

*Ce moment-là*

Un rituel hebdomadaire, inspiré de la rubrique de SouleMama: une photo, sans commentaires. Un arrêt sur image sur un petit grand bonheur, du quotidien ou extra-ordinaire, que j’ai envie de chérir et garder hors du temps. N’hésitez pas à partager votre moment dans un commentaire pour que tous puissent le lire.

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*This moment*

A weekly ritual, inspired by SouleMama’s blog: a special picture, without subtitles. A unique, everyday or extra-ordinary  delight that I want to record and cherish. Don’t hesitate to share your link in a comment for all to see if you wish to join in. Cheers!

This moment #11

Simple

Un dimanche après-midi en cuisine. Un fondant au chocolat, un nuage de sucre glace, quelques fleurs savamment déposées, une toque et un tablier maison sur son joli sourire. Que la vie est belle et simple, parfois!

Je vous souhaite un weekend plein de soleil et de douceur, chers amis.

Chez nous, il va y avoir de la pâtisserie, des jeux et des rires

pour les 7 ans de cette demoiselle jolie.

Oh la la que le temps passe vite…DSC_1167DSC_1171DSC_1173DSC_1176DSC_1177DSC_1188DSC_1196DSC_1193

A Sunday afternoon in the kitchen. A heart-shaped chocolate cake. A cloud of confectioners’ sugar, a couple of flowers, a homemade apron and chef’s hat and her lovely smile. Life is indeed good and simple sometimes!

I wish you all a sunny and sweet weekend, friends.

Around here there will be a lot of baking, playing, dancing and candle-blowing 

for this little miss’ 7th birthday. Time flies too fast friends!

Simple

This moment #10

*Ce moment-là*

Un rituel hebdomadaire, inspiré de la rubrique de SouleMama: une photo, sans commentaires. Un arrêt sur image sur un petit grand bonheur, du quotidien ou extra-ordinaire, que j’ai envie de chérir et garder hors du temps. N’hésitez pas à partager votre moment dans un commentaire pour que tous puissent le lire.

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*This moment*

A weekly ritual, inspired by SouleMama’s blog: a special picture, without subtitles. A unique, everyday or extra-ordinary  delight that I want to record and cherish. Don’t hesitate to share your link in a comment for all to see if you wish to join in. Cheers!

This moment #10

I can’t believe my eyes

Oh la la, mais qu’est-ce qui m’arrive: deux projets d’affilé pour moi (ce bonnet et une chemise, déjà montrée sur Instagram), je vais faire la une des journaux!! Le fait est (*début des excuses*) qu’au Salon Aiguilles en fête, avec Chiara nous avons acheté une merveille de bébé Alpaga chez Lil Weasel pour lui faire un joli pull en jacquard et nous avions besoin de blanc cassé, mais pas d’une écheveau entier, n’est-ce pas, et alors, en caressant cette laine si douce, je me suis laissée bercer par l’idée d’en prendre juste un peu plus pour moi pour me faire un petit cadeau – coïncidence (ahem) je venais tout juste de voir un joli modèle (Laurel chez Brooklyn Tweed) qui me faisait de l’œil… Le voilà donc, le petit bonnet tout doux, qui se tricote très vite et qui me réchauffe les oreilles en ces journée encore un peu frisquettes. Ce n’est pas grand chose, mais c’est pour moi (encore!), on dirait que, peu à peu, j’y prends goût…

Au passage je précise qu’aucune enfant n’a été maltraitée pour réaliser ces photos: j’ai simplement trouvé cette jolie petite fille en pyjama un matin, chaussée du dit bonnet (que sa maman avait oublié sur le canapé), toute affairée à jouer aux princesses. La vie est belle, moi je dis, non?

Belle après-midi les amis!

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Oh my, I can’t believe my eyes : deux projects for me in a row (this and a shirt shown on Instagram), I might hit the news!! The thing is (*beginning of self-excuses*) that we went to a yarn fair with Chiara and we bought some precious baby Alpaga for a Jacquard sweater for her and we didn’t need a whole skein of white, didn’t we, so, while caressing that softness I indulged upon buying just a bit more for myself to turn into a lovely new pattern (Lauren from Brooklyn Tweed) which I had just stumbled upon (ahem). That’s how this sweet little hat came to be and it’s warming my ears ever since on these yet so chilly days. It isn’t much, really, but it’s for me (again!). I guess one could say that I’m getting a habit…

By the way, I swear that no kids have been mistreated for these pics. I just found this little girl in her piyamas one morning, donning my hat (which I had forgotten on the couch) and happily playing with her princessess. Life is good isn’t it? 

I wish you all a good evening friends!

I can’t believe my eyes

This moment #9

*Ce moment-là*

Un rituel hebdomadaire, inspiré de la rubrique de SouleMama: une photo, sans commentaires. Un arrêt sur image sur un petit grand bonheur, du quotidien ou extra-ordinaire, que j’ai envie de chérir et garder hors du temps. N’hésitez pas à partager votre moment dans un commentaire pour que tous puissent le lire.

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*This moment*

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This moment #9