This moment #17/52

*Questo momento*

Un rituale settimanale ispirato dalla rubrica di SouleMama: una foto, senza commenti. Un fermo immagine su una piccola grande gioia del quotidiano o fuori dall’ordinario che desidero immortalare e conservare fuori dal tempo. Se avete voglia di condividere il vostro momento, inserite il vostro lik in un commento. A presto!

 

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*This moment*

A weekly ritual, inspired by SouleMama’s blog: a special picture, without subtitles. A unique, everyday or extra-ordinary delight that I want to record and cherish. Don’t hesitate to share your link in a comment for all to see if you wish to join in. Cheers!

This moment #17/52

Blu // Blue

Non capita spesso, è il minimo che si possa dire. Proprio per questo, quando capita di alzare il naso e vedere il cileo blu sopra alle nostre teste, non vi dico che gioia, che stupore! I tetti, le case, gli scorci di sempre si tingono allora di una luce nuova. E in men che non si dica noi profughi del sud approdati in questa città (bellissima ma) solitamente così grigia, corriamo allora a crogiolarci al sole, ammassandoci nei parchi e sui lungo Senna, togliendoci le scarpe, aprendo le camicie, neppure fosse estate. E mentre ce ne stiamo lì, con gli occhi chiusi e il viso all’insù a fare il pieno di calore perché sappiano fin troppo bene che non durerà, puntualmente ci ritroviamo a mormorare: dopo tutto Parigi è davvero una bella città…

Buona giornata, cari amici, mi auguro che il sole splenda anche su di voi!

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It’s not often, that’s the least one can say. But for this very reason, when it does happen to spot a perfect blue sky up above our heads, what a joy, what a surprise! Then the oh so familiar rooftops and buildings suddenly shine differently. And in no time we, poor Southeners stranded in this usually (beautiful but) so grey city, dash outside to enjoy the sun; we gather in the parcs and along the river banks, kicking off our shoes and rolling up our sleaves as if in the middle of summer. And while we are there, our heads turned upwards and our eyes closed, soaking every bit of warmth in because we know so well that it won’t last forever, each time we find ourselves sighing: Paris is such a beautiful city after all…

Wishing you all a beautiful, bright sky above friends!

Blu // Blue

This moment # 16/52

*Questo momento*

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This moment # 16/52

Verde // Green

Ci sono giorni in cui la corsa incessante di una vita cittadina, per quanto in una grande capitale che offre di tutto, semplicemente non è abbastanza e l’unica cura sarebbe chiudere gli occhi, riaprirli e trovarsi immersi nel silenzio e nel verde. Ditemi che capita anche a voi vero? Quanto a me, sarà la primavera, saranno gli anni che passano, ma ho la sensazione che non rimarrò a vivere in città per sempre…

Buona serata cari amici, meno male che è arrivata la primavera!

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There are days when the hectic city life – even in a beautiful capital that offers you anything you may wish for – is just not enough. And all you long for is closing your eyes and opening them upon silence and green, all around you. It does happen to you too right? Is it that spring is in the air. Or that the years go by. What I know is that I don’t think I will be living in the city forever…

Happy evening friends, let’s enjoy these first spring days

Verde // Green

This moment # 15

*Questo momento*

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This moment # 15

14

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E così sono 14. Quattordici anni da quando sei entrato nella nostra vita.

Per essere precisi, il primo momento è precedente e me lo ricordo come fosse ieri: ero in piedi nel corridoio della casa vecchia (te la ricordi?) e doveva essere l’ora di pranzo perché la luce del sole, attraversando la finestra del bagno, aveva un riverbero così forte sul muro che dovevo abbassare lo sguardo mentre aspettavo, per secondi che sembravano ore, di sapere se fossi effettivamente incinta. E quando le due fatidiche strisce blu positive si materializzarono infine, me ne rimasi per qualche minuto lì, come sospesa, in silenzio, metabolizzando il fatto che (oh stupore, oh meraviglia) un piccolo essere umano di un paio di settimane stesse effettivamente crescendo nel mio grembo. Poi, talmente felice, ero corsa ad annunciare la notizia a tuo papà al telefono perché non avrei mai potuto aspettare fino a sera. Questo accadeva circa 14 anni, 8 mesi e mezzo fa.

Mi sono sempre domandata che effetto avrebbe fatto il giorno in cui ci saremmo guardati dritti, occhi negli occhi – ecco, ci siamo. Anzi, ben presto sarai tu a chinarti per guardarmi. Il cambiamento fisico è talmente impressionante, negli ultimi mesi in particolare, che alle volte mi fermo a guardarti meravigliata, quando tu non mi vedi. Sei proprio tu, sempre tu? Perché ogni genitore si aspetta di veder crescere i propri figli, ma il come nessuno lo sa, è un libro che scopriamo una pagina alla volta e di cui spessp capiamo il senso solo guardando indietro. I tuoi capelli hanno cambiato colore, sei diventato più alto, più forte, il tuo volto sta cambiando. Però, se ti guardo bene, riconosco lo stesso sorriso; le tue ciglia lunghe e quel non so che di aggraziato che hai sempre avuto e che faceva sì che da piccolo ti prendessero a volte per una bambina anche se eri vestito da maschio; la fossetta sul mento come tuo papà e quel modo tutto tuo di rimanere serio ridendo con gli occhi mentre fai una battuta. Sì, sei sempre tu.

Quattordici anni, ragazzi, quanta strada! Quante avventure, quanti ricordi. Chissà quali sono rimasti impressi nella tua memoria. Chissà se sono gli stessi per me, probabilmente no. Diventi grande e hai bisogno del tuo spazio ed è giusto e normale così, ma se hai voglia di raccontarmi quello che ti passa per la testa, sarò sempre qui per ascoltarti. E non ti confondere pensando che non potrei capire perché magari certe cose non m’interessano nell’assoluto; mi interesseranno se a parlarmene sei tu. Se sei tu che tu mi racconti perché sono belle e interessanti ai tuoi occhi.

Tanti auguri bel ragazzo,

sono felice e fiera che tu mi abbia scelto come mamma.

PS

il giorno in cui mi straccerai al tennis ancora non è giunto, giovanotto,

te la dovrai sudare questa vittoria!

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And so it’s 14 now. Fourteen years since you’ve entered our lives. 

Well, the very first time I was introduced to you was way earlier and I recall it as if it was yesterday. I was standing in the corridor of our old apartment (do you remeber it?) and it must have been late morning because the sun was shining so bright through the bathroom window and onto the wall that I had to look down while waiting for the pregnancy test to reveal its verdict. As the two positive blue lines appeared I stood there speechless for a couple of minutes, soaking in the fact that a true, tiny 2-week person was growing in my bosom (utter amazingness). Then I rushed to the phone to tell your dad because there was no way I could wait until evening. This happened 14 years, 8 months and 1/2 ago. 

I had often wondered how it would be when we would gaze straight into each other’s eyes – check, that’s done now and soon you’ll look down at me. Your physical changes are so impressive lately that I sometimes stop and look at you while you don’t notice. Are you still you, the same you? ‘Cause, you know, a parent expects his children to grow but how, nobody knows. That’s a book that one unfolds one page at a time and that often makes sense only looking back. Your hair has turned from blond to chestnut, you’ve become so much taller and stronger, your figure is changing. Yet, when I look at you carefully, I recognize the same smile; those long eyelashes and something graceful about you that made people sometimes think you were a baby girl even if a dressed you as a boy; that dimple on your chin like your dad and that way you have to make a joke and remain serious while your eyes laugh. Yes, you’re always you. 

Fourteen, oh boy, what a journey. How many adventures, how many memories. Who knows which ones are imprinted onto your memory. Who knows if they’re the same for me, probably not. As you become older, you need your own space, I’m fine with that. But I’ll always be there whenever you feel like sharing what’s up in your life. And you should not refrain from doing so because you may think I wouldn’t care as some things may not interest me in general. They will if you care for them. If you share with me why they are interesting and beautiful to you

Happy birthday beautiful boy

I’m happy and proud you’ve chosen me as your mama

PS

the day when when you’ll beat me out at tennis are not here yet,

bring it on yo!

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This moment # 14

*Questo momento*

Un rituale settimanale ispirato dalla rubrica di SouleMama: una foto, senza commenti. Un fermo immagine su una piccola grande gioia del quotidiano o fuori dall’ordinario che desidero immortalare e conservare fuori dal tempo. Se avete voglia di condividere il vostro momento, inserite il vostro lik in un commento. A presto!

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*This moment*

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This moment # 14

So simple

Nell’arco degli anni ho passato ore in cucina. Ho preparato mousse, torte, biscotti; primi, secondi, esperimenti vari. Pane mai. Chissà, forse mi sembrava troppo difficile. Forse non mi sembrava un alimento che valesse la pena fare in casa, invece di comprarlo dal panettiere, caldo e fumante se si è fortunati. Fatto sta che qualche giorno fa, vedendo dal negozio biologico una farina con dei semi misti per pane rustico, mi sono detta perché no e ho provato.

Il pane è di per sé un alimento semplice, di base. E questo mio umile primo tentativo non poteva certo aspirare a chissà cosa. Ciononostante, dopo averlo guardato lievitare e cuocere con un misto di speranza e incertezza, mi sono meravigliata nel trovarlo buono. Sorprendetemente e semplicemente buono – a fronte di una difficoltà molto ridotta tutto sommato. Ho fatto cose ben più elaborate in cucina, però quelle due fette del mio pane, così semplice, a colazione, me le sono godute in un modo speciale. Come dire, ancora una volta, che spesso sono le più piccole gioie del quotidiano a racchiudere le soddisfazioni più grandi…

Buon giovedì cari amici,

vi lascio con questa citazione di Antoine de Saint-Exupéry,

che se non conoscete vi consiglio di correre a comprare:

« …la gioia di vivere era per me racchiusa in que(l) primo sorso, profumato e bollente. In que(lla) combinazione di latte, caffè e grano, che ci fa sentire in comunione con i verdi pascoli, le piantagioni esotiche e le raccolte; che ci fa sentire in comunione con la terra intera. Tra le tante stelle, una sola bastava per avvicinarci a que(lla) tazza fumante apparecchiata per la colazione di buon mattino. Ma distanze insormontabili si accumulavano tra la nostra nave e que(lla) terra abitata. Tutte le ricchezze del mondo erano nascoste in un granello di sabbia perso tra le costellazioni. E l’astrologo Neri, che si sforzava di riconoscerle, continuava a supplicare le stelle ».

Antoine de Saint-Exupéry, Terre des Hommes

****

PS

Se per caso vi interessa adottare una delle mie tazze,

sbrigatevi ad andare qui, sono quasi finite!

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Over the years I’ve spent hours in the kitchen. Mousses, cakes, cookies; appetizers and main courses, experiments of all kinds. No bread, though. I don’t know why, exactly. Maybe it seemed too difficult. Maybe I didn’t think it was worth trying when you can buy excellent bread, warm and crisp if you’re lucky. Anyway, a few days ago i stumbled upon some rustic bread flour at the organic store and I thought why not. 

Bread is a simple, basic food in itself. This humble first try of mine couldn’t aspire to break new ground. But after watching it rise and bake, under my hopeful yet uncertain gaze, I was truly amazed to find it good. So simply and astonishlingly good – and very much without much ado. I have certainly done more elaborate and styled recipes in the past, yet these slices of my bread, so simple, over breakfast, really made my day. Just to remind myself that simple everyday pleasures are often the ones that bring one so much joy…

Happy Thursday friends,

with a quote from Antoine de Saint-Exupéry,

whom I recommend you to read if you haven’t yet:

« …the joy of living was enshrined in th(at) first, hot, fragrant sip. In th(at) combination of milk, coffee and wheat by which we are one with the calm pastures, the exotic plantations and the harvestings. By which we are one with the whole earth. Among all the stars, one sufficed to bring us close to th(at) hot cup laid out for a daylight meal. But insurmountable distances piled up between our vessel and that living land. All the wealth in the world was hiding in a grain of sand lost among the constellations. And the astrologer Neri, who strived to decode them, kept on begging the stars ».

Antoine de Saint-Exupéry, Terre des Hommes

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PS

If you wish to buy one of my hand-painted cups,

hurry up here, they’re almost sold out!

So simple

This moment #13

*Questo momento*

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*This moment*

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This moment #13

Perdersi // Get lost

Piccola ricetta di felicità tascabile per cittadini

Una domenica di sole in cui il richiamo della primavera incomincia a farsi sentire,  prendere la macchina o inforcare la bici con la ferma intenzione di scappare il tran tran cittadino. E’ vero, bisognerà andarsene in giro fiutando l’aria alla ricerca del luogo giusto; uno di quelli in cui resistono spazi incolti, in cui la natura, per scelta o per incuria, viene lasciata libera di crescere come crede. Ci può volere un po’, per cui bisogna armarsi di pazienza. Può essere un grande parco all’altro capo della città oppure un fazzoletto di verde dietro l’angolo che non avevate mai notato. Aguzzando l’istinto, si troverà.

Una volta localizzato il posto propizio, è essenziale evitare i sentieri più battuti e farsi piccoli piccoli, quasi invisibili. Se si ha la fortuna di avere bambini non tanto cresciuti, ci si può affidare a loro; ci guideranno con entusiasmo alla scoperta di un mondo nel quale loro sono di casa; che brulica di vita, che sboccia, tesse, fiorisce, rumina in silenzio, a due passi dagli ignari passanti che nulla sospettano perché presi da ben altre importanti occupazioni. Non vedranno, loro, che la stagione sta cambiando e la natura ritorna alla vita dopo l’inverno. E non si stupiranno della gemma che spunta sul ramo che sembrava secco o della punta di un bocciolo che si fa strada tra le erbe appassite o dei semi che, rispondendo a chissà quale richiamo, cominciano a germogliare lì, sul selciato. Passeranno magari accanto, del tutto ignari del miracolo che avviene sotto ai loro occhi, mentre voi ve ne meraviglierete. E non sarà la Tailandia, il Perù, il deserto dell’Arizona. Non c’è bisogno di andare lontano per ritrovarsi altrove, improvvisamente connessi ad una dimensione molto più ampia, che inspira e espira, e dalla morte fa nascere mille forme di vita nuova, in una perpetua, costante evoluzione. E’ tutto e niente, ma vi farà sentire meno soli. Forse avrete voglia di parlarne oppure vi guarderete in silenzio – perché cosa c’è da dire, dopo tutto – e sorriderete, come coloro che hanno condiviso un piccolo grande segreto e momento di felicità.

Ve ne auguro tanti, di questi momenti, cari amici.

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Tiny citydweller happiness recipe

A sunny Sunday where spring is calling you, jump in your car or onto your bike with a mission to escape the city life. Of course you’ll need finding the right place, the one where greenery is still allowed, on purpose or by chance, to thrive on its own. It may take a while, so be patient. It may be that big parc on the other side of the city. Or that tiny patch of grass just around your corner which you had never noticed before. Trust your instinct and you’ll find it. 

Once you’re on the right track, you must seek the most offbeat paths and make yourself tiny, almost invisible. If you have small children, ask for their guidance and they’ll be thrilled to introduce you to this secret world to which they belong. Then you’ll enter a parallel reality bursting with life that blossoms, sprouts, weaves and silently chews away while people rush by unaware, so busy with their very important tasks. They will not see that spring is slowly coming over. Nor be surprised to spot green leaves on a dry branch or a couple tiny flowers making their way out of dead leaves or seeds answering who knows what secret morse code and starting to sprout on the paveway. They might pass just a few inches away and not marvel at this miracle, but you will. And it needn’t be Thailand or Peru or the Arizona desert. You don’t need to go far to get lost and find yourself all of a sudden feeling connected to a bigger dimension that breathes in and out and creates a thousand forms of life out of death, in a relentless, constant transformation. It »s no big deal really, still it will make you feel alive. Maybe you’ll feel like putting words on it or you’ll keep silent – ’cause there isn’t much to say anyway – and just smile, like people who’ve just shared a tiny big secret and a moment of pure happiness.

Wishing you many of these moments, friends!

Perdersi // Get lost