Venezia/2

 

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Dolce sera cari amici, vi saluto con qualche ulteriore scorcio della bella Venezia. Domani prendo il volo per la città che preferisco, quella che tra tutte mi fa battere il cuore. Ah, Roma Roma, cosa mi fai…

***

Sweet evening friends with a few more pics from beautiful Venice. Tomorrow I shall be flying to my hometown, my darling city, the one that makes my heart skip a beat. Ah Rome, Rome, what you do to me…

Venezia/2

Venezia

« Non tutti coloro che vagano si sono persi » J.R.R. Tolkien

Venezia di sera, dall’alto, è un puntino in mezzo al mare che a malapena distingui dal cielo /  un pullman che attraversa una triste pianura / acqua a catinelle / odore di mare / cuore che batte più forte / occhi impazienti al finestrino / vaporetti semi deserti / una città che appare e scompare / languida / invitante. E’ camminare per calle umide di pioggia / fare dietrofront / ripartire / girare in tondo ridendo. E’ una tenda di velluto che si solleva su muri color ocra  / sonorità familiari che fanno bene al cuore / piatti fumanti / brindisi e allegria. Venezia assopita si lascia attraversare / docilmente assaporare. E’ l’eco dei tuoi passi / sciabordio d’acqua / vento / luci che scintillano dall’altra sponda. E’ un letto che sembra dondolare / sonno che ti scivola addosso come fossi un bambino.

Venezia al risveglio è infilarsi in fretta un vestito e correre fuori. E’ odore di mare / campane lontane / vento / nuvole che scorrono veloci. E’ stupore negli occhi / acqua e cielo / cielo e acqua / ovunque / a perdita d’occhio. E’ camminare senza meta / fiutare l’aria / scivolare nei vicoli più silenziosi. E’ attraversare un portone e penetrare una realtà parallela / spalancare gli occhi / luci / ombre / non capire ma sentire. Venezia è il vecchio e il nuovo / salire e scendere / ponti da attraversare / acqua da benedire. E’ stupore ininterrotto di luci e colori.

Venezia è questo e molto altro ancora,

spero che queste istantanee ve ne regalino un assaggio.

Dolce notte.

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« Not all that wander are lost » J.R.R. Tolkien

Venice by night, from above, is a spot in the sea you can barely tell from the sky / it’s a bus crossing a sad plane / pouring rain / sea smell / heart beating faster / eyes stuck to the side window / half-deserted steamboats / a city that appears and disappears / lingering / appealing. It’s walking on rainy alleys / turning back / going forth / laughing out loud ’cause you’re lost again. It’s a velvet curtain leading to yellow-earth walls / merry familiar tones that mend your heart / steaming dishes / toasts and joy. Dozing Venice lets itself be sweetly tasted / silently walked through. It’s the echo of your footsteps / water splashing / the wind on your face / lights sparkling on the other side.  It’s a swinging bed / sleep falling over you as if you were a child. 

Venice in the early morning is grabbing something to put on and rushing outside. It’s the sea smell / church bells somewhere / wind / clouds rushing by. It’s your eyes full of wonder / water and sky / sky and water / all around you. It’s walking leisurely / smelling the air / the most deserted alleys. It’s crossing a threshold and entering a different dimension / eyes open / lights / shadows / what you feel you don’t need to understand. Venice is the new and the old / up and down / bridges to cross / water to bless you. It’s an uninterrupted wonder of light and colors.

Venice is this and a thousand things more. I hope these pics will give you a taste of it.  

Sweet evening friends.

Venezia

This moment #26/52

*Questo momento*

Un rituale settimanale: una foto, senza commenti. Un fermo immagine su un momento speciale che desidero immortalare e conservare fuori dal tempo. Se avete voglia di condividere il vostro, inserite un lik in un commento #sharethelove

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*This moment*

A weekly ritual: a picture, without subtitles. A special moment that I want to record and cherish. Share your link in a comment for all to see if you wish to join in.  #sharethelove

This moment #26/52

This moment #25/52

*Questo momento*

Un rituale settimanale: una foto, senza commenti. Un fermo immagine su un momento speciale che desidero immortalare e conservare fuori dal tempo. Se avete voglia di condividere il vostro, inserite un lik in un commento #sharethelove

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*This moment*

A weekly ritual: a picture, without subtitles. A special moment that I want to record and cherish. Share your link in a comment for all to see if you wish to join in.  #sharethelove

This moment #25/52

Se una rondine…/ If one swallow…

…non fa primavera, un intero abito di rondini forse sì?

Di sicuro sembra rendere felice la sua piccola destinataria e questo è già il migliore dei risultati. Buon fine settimana, cari amici, tra poco prendo il volo per la bella Venezia e non vedo l’ora #sharethelove

*Tessuto « Hirondelle » di Atelier Brunette, comprato da Lil Weasel; modello ispirato al libro « Style Petite fille » di Yoshiko Tsukiori. Fiore di stoffa improvvisato.

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…doesn’t make a summer, maybe a swallow dress will?

Well, it brings a smile upon its little recipient and that’s swell already. Sweet weekending dear friends, I’m catching a flight to Venice in a couple of hours and I look so forward to it. Brace yourself for some picture spamming next week!

*Hirondelle fabric from Atelier Brunette, pattern inspired by « Style Petite fille » by Yoshiko Tsukiori. The fabric flower is self-inspired.

Se una rondine…/ If one swallow…

This moment #24/52

*Questo momento*

Un rituale settimanale ispirato dalla rubrica di SouleMama: una foto, senza commenti. Un fermo immagine su una piccola grande gioia del quotidiano o fuori dall’ordinario che desidero immortalare e conservare fuori dal tempo. Se avete voglia di condividere il vostro momento, inserite il vostro lik in un commento qui sotto affinché tutti possano guardarlo. A presto!

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*This moment*

A weekly ritual, inspired by SouleMama’s blog: a special picture, without subtitles. A unique, everyday or extra-ordinary delight that I want to record and cherish. Don’t hesitate to share your link in a comment for all to see if you wish to join in. Cheers!

This moment #24/52

Il tempo si è fermato – Time stands still

Sarebbe bello, non credete, se a fronte dei costanti ed inevitabili cambiamenti che la vita comporta, tutti avessimo a disposizione un luogo che conservi intatti i ricordi, gli odori e i sapori degli anni della nostra vita che cominciano a sfumare dalla memoria. Racchiusi lì, a portata di mano, per quando il desiderio se ne fa sentire.

Per esempio, le emozioni di quando eravamo adolescenti, pronti a rifare il mondo, con le cuffie al collo e il naso chino sul diario segreto, a raccontarci per ore segreti al telefono come se la nostra vita ne dipendesse. Risalendo magari fino agli echi dei giochi e delle feste di compleanno a cui ci accompagnavano le mamme, al profumo delle torte spolverate di zucchero a velo che sfioravamo di nascosto col dito, alla magia delle giornate estive che si susseguivano come un ininterrotto terreno di gioco. E poi, ancora più indietro, ai vagiti di quando eravamo in fasce, al borotalco che ci profumava dopo il bagnetto, al cucchiaino che ci imboccava i primi purè di verdura. Lontano, lontano poi, fino allo stupore del volto sfocato dei nostri genitori, intravisto per la prima volta.

Questo luogo (o più probabilmente, luoghi, a seconda delle età e delle stagioni), non dovrebbe aver subito più di tanto il passaggio degli anni e, al tempo stesso, neppure far parte della nostra quotidianità, altrimenti i passi e le parole di tutti i giorni avranno inesorabilmente ricoperto quelli di allora. E’ quindi facile che, chi più chi meno, ci ritroviamo a veder svanire almeno parte dei nostri luoghi della memoria. Per motivi seri o futili. Perché li vediamo troppo o perché il tempo se li porta via. La vita continua lo stesso, però è un piccolo lutto quando una parte del filo rosso che lega chi siamo a chi eravamo si assottiglia.

Ho la fortuna di avere una casa dalle mura bianche a due passi dal mare, che oggi vado a visitare, quasi in pellegrinaggio, almeno due volte l’anno. Nel corso della sua storia ha accolto non solo generazioni di nipoti, bis-nipoti e trisnipoti, ma ha addirittura visto nascere e crescere diversi membri della mia famiglia. Anche lì, molto è cambiato ovviamente. Ma, aprendo con cura certi cassetti e certi armadi, il tempo si è fermato.

Buon venerdì cari amici, avete anche voi un luogo speciale

nel quale vi piace rifugiarvi?

Queste piccole meraviglie appartenevano alla mia bis-nonna,

che non ho mai conosciuto.

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As things change so fast and inevitably, it would be nice, don’t you think, to have a special place where all the memories and flavors and smells of our life which are beginning to fade away would be safely stored. On hand, for whenever we feel the need.

For example, the emotions raging when we were teens wanting to change the world, with headphones hanging from our neck, hours spent on our secret diary or chatting on the phone as if our lives depended on it. Or, further back, the laughters of the afternoon parties to which our mama took us, the special taste of the confectionary sugar we would steal from a cake with a finger, and the magic of the summer days where our games continued uninterrupted. Then, farther still, our baby cries, the smell of the body lotion after the afternoon bath or the plastic spoon that fed us with our first vegetables. Right until the blurred image of our parents as we met their eyes for the first time.

This place (or most probably, places, depending on our age and seasons) should not have been changed too much by time passing by nor belong to our everyday life as the daily routine would erase those precious and fleeting moments. Therefore it’s quite frequent that we all, sooner or later, loose (at least some of) these memory harbours. For serious or ordinary reasons. Because we see them too often or coincidences take them away. Sure, life goes on but it’s always a grieving feeling when you realise that the red thread that connects who you are to who you were comes undone.  

I’m lucky to have at least one such special place still in my life. A house with white walls near the sea I go and visit at least twice a year, almost like on a pilgrimage. During its history it has hosted not only 3 generations of children but also the birth of a few family members. Time has taken its toll on it too, of course. But, if i choose the right drawers and cupboards, time stands still. 

Happy friday dear friends, do you have such a special harbour

where you like to cosy up too?

The tiny delights above belong to my grand-grand-mother whom I never met.

 

 

Il tempo si è fermato – Time stands still

This moment #23/52

*Questo momento*

Un rituale settimanale ispirato dalla rubrica di SouleMama: una foto, senza commenti. Un fermo immagine su una piccola grande gioia del quotidiano o fuori dall’ordinario che desidero immortalare e conservare fuori dal tempo. Se avete voglia di condividere il vostro momento, inserite il vostro lik in un commento qui sotto affinché tutti possano guardarlo. A presto!

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*This moment*

A weekly ritual, inspired by SouleMama’s blog: a special picture, without subtitles. A unique, everyday or extra-ordinary delight that I want to record and cherish. Don’t hesitate to share your link in a comment for all to see if you wish to join in. Cheers!

This moment #23/52

This moment #22/52

*Questo momento*

Un rituale settimanale ispirato dalla rubrica di SouleMama: una foto, senza commenti. Un fermo immagine su una piccola grande gioia del quotidiano o fuori dall’ordinario che desidero immortalare e conservare fuori dal tempo. Se avete voglia di condividere il vostro momento, inserite il vostro lik in un commento qui sotto affinché tutti possano guardarlo. A presto!

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*This moment*

A weekly ritual, inspired by SouleMama’s blog: a special picture, without subtitles. A unique, everyday or extra-ordinary delight that I want to record and cherish. Don’t hesitate to share your link in a comment for all to see if you wish to join in. Cheers!

This moment #22/52

Vivere o fotografare ? // To live or click ?

Ci sono giorni in cui non vedo l’ora di prendere la macchina fotografica ed uscire fuori. Un po’ come un’esploratrice a caccia di tesori. Attraverso l’obbiettivo, si è spettatori del mondo che ci scorre davanti, si è nascosti, quasi in agguato. Amo il distacco che questo provoca. La prospettiva diversa, sul mondo che ci circonda, spesso molto più nitida, che si offre allora a noi.

Inevitabilmente, però, se si è fuori, non si è dentro. Non del tutto perlomeno, non allo stesso modo. E quindi, se si è occupati a fotografare una scena, non la si vive appieno. Questo vale ancora di più oggi, in cui tutti abbiamo sempre in mano, o perlomeno a disposizione, smartphones con accesso a internet, Instagram, Facebook e chi più ne ha, più ne metta. Ovunque e ad ogni ora.

Dove si trova il limite, allora? Quand’è che la passione del documentare la propria vita diventa eccessiva?

La mia risposta, del tutto soggettiva e personale, è che, alle volte, tra vivere un attimo oppure fotografarlo, è meglio scegliere la prima opzione. Pazienza, se l’unica immagine che mi resta è quella del mio ricordo. Va più che bene.

E voi, cari amici fotografi, accaniti, moderati o della domenica, cosa ne pensate?

*Più in basso, qualche immagine di un pomeriggio di sole trascorso nel bel giardino del Quai Branly, che vi consiglio caldamente di andare a scoprire se non lo avete ancora fatto.

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There are days when I can’t wait to grab my camera and go outside. Like an adventurer looking for treasures. Through the lens, we are spectators to the world which surrounds us. We are somewhat hidden, almost in ambush. I love the distance this creates. The different , often much clearer, perspective it gives on whatever I’m looking at.

Inevitably though, if I’m out, i’m not in. Not completely, not in the same way. If I’m shooting something, I’m not living it (fully). Even more so today. When we all have smartphones at armlenght that give us instant access to the internet, instagram, facebook and so on. Everywhere and all day long.

Where do you draw the line then? When does the passion for documenting your life become too much? 

My very personal answer is that sometimes it’s better to live a moment than to capture it on film. Amen if my memories are the only track that’s left. It’s fine, really.

And you, friends photographers – from addicted to moderate to one-in-a-while users – what is your answer?

*Up above, a couple images from a sunny afternoon spent in the lovely garden of the Quai Branly, which I strongly recommend visiting if you haven’t already.

Vivere o fotografare ? // To live or click ?