ROMA

Roma è una luce che tra mille riconosceresti. Un cielo in technicolor, riflessi sul fiume, storni a rincorrersi in cielo. E’ la grande bellezza, le terrazze fiorite, gli aperitivi all’aperto, i ristoranti affollati. E’ la giungla del traffico, parcheggi selvaggi, marciapiedi sporchi, servizi latenti. E’ un ‘aria d’eterna vacanza, di spensierata, allegra decadenza. Roma è un tempo che scorre più lento. E’ ritrovarsi ogni sera, chissà come, di vedetta su un ponte  e, ogni volta, ammirare un tramonto diverso.

Roma, per me che scrivo, è una storia d’amore a singhiozzo, tra distanze, silenzi e ritorni. E’ sognare di aver avuto torto 16 anni fa, quando scappai via con due valigie e un paio di sogni nel cassetto, verso un cielo plumbeo ma immenso, e pagine bianche tutte da inventare. E’ il desiderio insistente di vederla, infine, curata e tenuta come merita e immaginare in segreto che potrei, allora, posarci di nuovo le mie valigie.

Ma forse, dopo tanti anni in terra straniera, ormai la mia casa è, comunque, altrove. In un posto fuori dal tempo, in fondo al cuore, nel quale porto con me, ovunque io vada, le persone che amo.

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Rome means a light that you’d recognize anywhere. It’s a technicolor sky, reflections on the river and birds flying up above. It’s the great beauty, flowered balconies, crowded restaurants and open bars. It’s a traffic mess, cars anywhere, dirty streets, messy public services. It’s a never-ending vacation, a mellow and joyful decadence. Rome means that time slows down. It’s finding yourself  by the river over and over, catching a different sunset each time. 

Rome, for me, is a long-standing love affair, juggling among break-ups, silences and come-backs. It’s dreaming that I was wrong, 16 years ago, when I left with 2 suitcases and a couple of dreams for a grey, wide sky, where everything had to be written yet. And that one day I will see it finally tended and loved as it deserves, and maybe I might come back then and feel at home. 

But maybe, after so many years in a foreign land, my home is, inexorably, somewhere else. In a place out of time, where I carry with me all the people I love, close to my heart. 

ROMA

Fluctuat Nec Mergitur

In punta di piedi, ritornare in questa piazza. Intravedere la folla, i fiori, ovunque, le candele. I fari puntati del grande circo mediatico in agguato. Esitare. Aver voglia di tornare indietro. Farsi forza e prendersi per mano. Accompagnarsi passo passo lungo quei marciapiedi così tante volte percorsi, d’inverno, d’estate, da sola, accompagnata. Occhi spalancati per non nascondersi nulla. Obbligarsi a tornare, una seconda, una terza, una quarta volta, fino ad addomesticare la paura. Fino a ricoprirla di nuovi ricordi e nuove risate.

Perché la vita è comunque immensamente bella. E c’è ancora così tanto da vivere, da vedere, da raccontare. Perché la vita non è affatto più corta o fragile oggi di quanto non lo  fosse prima. Era ed è un attimo. E non ci sono più o meno domande o certezze, se non che esiste la Luce ed esistono le ombre. A noi compete la scelta consapevole di cercarla sempre con lo sguardo, anche nei momenti più bui. E poi trasmetterla intorno a noi.

Pace, amici.

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Going back to this square, tiptoeing. So many people, flowers, candels. Flashes and cameras everywhere as in a morbid reality show. Being tempted to back away. Finding strenght and holding one’s hand to thread sidewalks that have long been familiar and friendly. In summertime, wintertime. Alone, with friends. Eyes wide open. To not let anything go unseen. Making myself go back once, twice, three, four times until the fear is under control. Covered in new laughters and memories.

Because Life is so beautiful still. And there is still so much so see and live and cherish. Because Life isn’t shorter or more fragile today than it was before. It was and still is one blink of the eye. There are no more or less questions, or certainties. Except that there is Light and there are shadows. We only have the power to use our freedom to look for the Light even in the darkest hour. And to carry it forward.

Peace out, friends.

Fluctuat Nec Mergitur

Ottobre

Si tu fais des images, ne parle pas, n’écris pas, ne t’analyse pas, ne réponds à aucun questionnaire. Ne piétine pas les jardins secrets. Suggérer c’est créer : décrire c’est détruire.
Robert Doisneau

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Ottobre

Ogni raggio di sole – Countless sun rays

C’è la luce, ci sono le ombre. C’è un tempo per riflettere, per valutare, per preparare. Un tempo di attesa, che può sembrare infinito, e soprattutto inutile. Ma non lo è mai. Perché, puntualmente, un giorno ti svegli ed è arrivato il tempo di agire. Il tempo in cui ti vedi compiere quel passo al quale ti preparavi da tempo. Da così tanto tempo, senza che accadesse nulla, che quasi non ci speravi più. E invece, un giorno, puntualmente, quel giorno arriva. E ogni volta ti stupisce, come un fiore che spunta chissà perché di martedì invece che di mercoledì, di mattino, invece che di sera. Potrebbe sembrare un caso, ma non lo è e tu lo sai. E’ il frutto di ogni goccia di pioggia, di ogni raggio di sole, di ogni parola detta e taciuta. Il risultato di una lunga catena di eventi, alcuni visibili e altri a te per sempre sconosciuti. Il che è straordinario, a pensarci bene. Ma ancora più straordinario è il fatto che quel giorno tutto appare improvvisamente chiaro e semplice, sorprendentemente semplice. E anche se hai paura, perché non sai bene come farai, in fondo al cuore sei finalmente sereno perché sai, nuovamente, che andrà tutto bene.

***

Dolce sera, cari amici

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There is light, there are shadows. There’s a time for thinking over, evaluating, getting ready. A time for waiting, that might seem neverending and useless. But it never is. Because every time, a day comes when you wake up and it’s time for action. For actually seeing yourself doing the very thing you had geared up for so long. So long without anything happening that you were almost loosing the faith. And there it comes, that day. And when it comes, each and every time, it takes you by surprise. As a flower deciding to bloom on a Tuesday rather than a Saturday, on a morning rather than an afternoon. It might seem by chance but it isn’t and you know it. It’s the result of countless rain drops and sun rays and friendly worms bringing oxygen to the ground and birds picking up another seed nearby. It’s the consequence of a chain of events, some of which are visible and some will never be known. And it’s utterly amazing, isn’t it? But even more amazing is the fact that on that day everything suddenly appears cristal clear and simple. Oh so very simple. And even though you are scared and you don’t know how you’re going to do it, deep down inside you’re at peace, finally, because you know, once again, that everything is gonna be just fine. 

***

Wishing you a sweet evening friends

Ogni raggio di sole – Countless sun rays

Di luce e acqua

*

Guardando indietro a questa strana estate della memoria

riscopro con una punta di sorpresa

un’intera collezione d’istantanee di luce e acqua,

albe e tramonti, in riva al mare.

Ed è così allora che me la voglio ricordare.

*

Dolce sera, cari amici

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Looking back upon  this odd summer of mine

with a pinch of surprise I have found

a whole set of snapshots of light and water,

dawns and sunsets, by the sea.

I’ll remember it like that then.

*

May your evening be gentle, friends

*Le fotografie sono state scattate al porto di Olbia e in Sardegna / All pics are from the harbor of Olbia and Sardinia.

Di luce e acqua

Questa luce – This light

Ci sono giorni in cui ti trovi in uno dei luoghi che più ami al mondo, nell’ora che più ami, con una macchina fotografica al collo. La gente ti scorre accanto, gli amici ti parlano, ma tu sei presente solo a metà, la testa altrove.

E forse perché sai che non avrai altre opportunità per settimane o magari mesi, aspetti quel momento che dovrebbe, potrebbe, star per accadere, come il dono più prezioso.

E se sei così fortunato che accada proprio mentre sei lì in prima fila ad aspettare, che la luce di Roma si vesta proprio di quella tonalità d’oro che tra mille riconosceresti e così colori l’acqua sottostante, i muri, le foglie, ti sembra che il tuo cuore si azzittisca e le parole ti abbandonino. E in quel momento, ti ricordi perché ti porti appresso così spesso una macchina fotografica. Perché ci vuole pur sempre un mezzo per raccontare il mondo, la sua luce e le sue ombre, quando le parole non sono più abbastanza.

Dolce sera, cari amici. DSC_1358DSC_1366DSC_1363

There are days when you’re in one of the places you love the most, at the hour that you prefer and with a camera on hand. People pass you by, friends may speak to you but you’re only half there. Your mind eager with anticipation. 

And maybe it’s because you know you won’t get more chances for weeks or months, but you just wait for that moment that could – should – be about to happen as the most precious gift. 

And if you’re lucky enough for it to happen while you’re right there waiting on the first row, that the Roman light turns that particular shade of gold and slowly paints the water below, the walls, the leaves – you just feel your heart might burst and you’re at a loss for words. There you remember exactly why you so often bother to carry a camera with you. Because one needs a tool to share the world, its light and shadows, whenever words are just not enough.

Sweet evening friends.

Questa luce – This light

Venezia/2

 

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Dolce sera cari amici, vi saluto con qualche ulteriore scorcio della bella Venezia. Domani prendo il volo per la città che preferisco, quella che tra tutte mi fa battere il cuore. Ah, Roma Roma, cosa mi fai…

***

Sweet evening friends with a few more pics from beautiful Venice. Tomorrow I shall be flying to my hometown, my darling city, the one that makes my heart skip a beat. Ah Rome, Rome, what you do to me…

Venezia/2

Venezia

« Non tutti coloro che vagano si sono persi » J.R.R. Tolkien

Venezia di sera, dall’alto, è un puntino in mezzo al mare che a malapena distingui dal cielo /  un pullman che attraversa una triste pianura / acqua a catinelle / odore di mare / cuore che batte più forte / occhi impazienti al finestrino / vaporetti semi deserti / una città che appare e scompare / languida / invitante. E’ camminare per calle umide di pioggia / fare dietrofront / ripartire / girare in tondo ridendo. E’ una tenda di velluto che si solleva su muri color ocra  / sonorità familiari che fanno bene al cuore / piatti fumanti / brindisi e allegria. Venezia assopita si lascia attraversare / docilmente assaporare. E’ l’eco dei tuoi passi / sciabordio d’acqua / vento / luci che scintillano dall’altra sponda. E’ un letto che sembra dondolare / sonno che ti scivola addosso come fossi un bambino.

Venezia al risveglio è infilarsi in fretta un vestito e correre fuori. E’ odore di mare / campane lontane / vento / nuvole che scorrono veloci. E’ stupore negli occhi / acqua e cielo / cielo e acqua / ovunque / a perdita d’occhio. E’ camminare senza meta / fiutare l’aria / scivolare nei vicoli più silenziosi. E’ attraversare un portone e penetrare una realtà parallela / spalancare gli occhi / luci / ombre / non capire ma sentire. Venezia è il vecchio e il nuovo / salire e scendere / ponti da attraversare / acqua da benedire. E’ stupore ininterrotto di luci e colori.

Venezia è questo e molto altro ancora,

spero che queste istantanee ve ne regalino un assaggio.

Dolce notte.

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« Not all that wander are lost » J.R.R. Tolkien

Venice by night, from above, is a spot in the sea you can barely tell from the sky / it’s a bus crossing a sad plane / pouring rain / sea smell / heart beating faster / eyes stuck to the side window / half-deserted steamboats / a city that appears and disappears / lingering / appealing. It’s walking on rainy alleys / turning back / going forth / laughing out loud ’cause you’re lost again. It’s a velvet curtain leading to yellow-earth walls / merry familiar tones that mend your heart / steaming dishes / toasts and joy. Dozing Venice lets itself be sweetly tasted / silently walked through. It’s the echo of your footsteps / water splashing / the wind on your face / lights sparkling on the other side.  It’s a swinging bed / sleep falling over you as if you were a child. 

Venice in the early morning is grabbing something to put on and rushing outside. It’s the sea smell / church bells somewhere / wind / clouds rushing by. It’s your eyes full of wonder / water and sky / sky and water / all around you. It’s walking leisurely / smelling the air / the most deserted alleys. It’s crossing a threshold and entering a different dimension / eyes open / lights / shadows / what you feel you don’t need to understand. Venice is the new and the old / up and down / bridges to cross / water to bless you. It’s an uninterrupted wonder of light and colors.

Venice is this and a thousand things more. I hope these pics will give you a taste of it.  

Sweet evening friends.

Venezia

This moment #26/52

*Questo momento*

Un rituale settimanale: una foto, senza commenti. Un fermo immagine su un momento speciale che desidero immortalare e conservare fuori dal tempo. Se avete voglia di condividere il vostro, inserite un lik in un commento #sharethelove

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*This moment*

A weekly ritual: a picture, without subtitles. A special moment that I want to record and cherish. Share your link in a comment for all to see if you wish to join in.  #sharethelove

This moment #26/52

This moment #25/52

*Questo momento*

Un rituale settimanale: una foto, senza commenti. Un fermo immagine su un momento speciale che desidero immortalare e conservare fuori dal tempo. Se avete voglia di condividere il vostro, inserite un lik in un commento #sharethelove

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*This moment*

A weekly ritual: a picture, without subtitles. A special moment that I want to record and cherish. Share your link in a comment for all to see if you wish to join in.  #sharethelove

This moment #25/52